
Quando ho aperto il mio blog, sapevo che copyright, privacy e questioni fiscali erano cose importanti da non ignorare.
Così mi sono informata, ho letto, ho fatto domande e con gli anni ho capito che la maggior parte della confusione su questi temi nasce dal fatto che nessuno te li spiega in modo semplice.
In questo modulo trovi risposta a:
- come gestire la privacy policy e i cookie del tuo blog,
- quali immagini e testi puoi usare senza problemi di copyright,
- quando (se mai) avrai bisogno della partita IVA.
GDPR e privacy policy: cosa serve assolutamente
Anche se il tuo blog nasce per passione e non per guadagnare, la privacy policy ti serve comunque. Nel momento in cui hai un form di contatto, una newsletter o semplicemente installi uno strumento di statistiche, stai raccogliendo dati di chi ti legge. La legge sul GDPR, il regolamento europeo che stabilisce come vanno trattati i dati personali delle persone che ti leggono, richiede che tu ne informi i lettori attraverso una privacy policy a prescindere dalle dimensioni del blog o dagli obiettivi che hai.
Non si tratta solo di una formalità: chi controlla i siti, il Garante per la protezione dei dati, può intervenire anche su un blog personale se la privacy policy manca, con sanzioni che aumentano in base alla gravità della violazione. Per questo vale la pena metterla in ordine da subito, anche se il tuo obiettivo è solo scrivere per passione.
La buona notizia è che non devi necessariamente spendere soldi per avere una privacy policy adeguata.
Io, ad esempio, ho preparato la mia privacy policy partendo da un modello creato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, inserendo tutte le informazioni specifiche del mio blog: quali dati raccolgo, quali strumenti utilizzo e per quali finalità.
In questo modo ho ottenuto una base personalizzata da adattare e verificare prima della pubblicazione, senza spendere.
Se preferisci comunque un parere in più, puoi sempre chiedere a chi se ne intende prima di pubblicarla. L’importante è non copiare la privacy policy di un altro blog: oltre a essere scorretto, rischi di dichiarare cose che non corrispondono a quello che fai davvero tu.
Esistono anche servizi a pagamento come iubenda, molto comodi perché generano il documento automaticamente e lo aggiornano nel tempo, ma per un blog personale o tematico che non vende prodotti o servizi non sono sempre indispensabili.
Su form di contatto e newsletter torneremo con calma più avanti, quando parleremo di come costruire il rapporto con chi ti legge. Per ora ti basta sapere che, quando li attiverai, la tua privacy policy dovrà specificarli.
I cookie: cosa sono e cosa devi fare
I cookie sono piccoli file che il tuo sito salva sul dispositivo di chi lo visita, usati per esempio per ricordare le preferenze di navigazione o per raccogliere statistiche anonime sulle visite.
Anche un blog piccolo li usa quasi sempre, magari senza saperlo: basta avere uno strumento di analisi dei dati o un form di contatto integrato.
Per questo motivo serve informare chi ti legge e, in alcuni casi, chiedere il suo consenso prima di installarli. Qui la gestione cambia in base alla piattaforma che hai scelto.
Se usi WordPress puoi affidarti a un plugin come CookieYes: si installa in pochi minuti, genera il banner automaticamente e gestisce il consenso al posto tuo. Non serve saper programmare niente.
Se invece usi Blogger, il cookie banner è già incluso automaticamente nella piattaforma. Non devi installare o configurare nulla, se ne occupa Blogger stesso.
In entrambi i casi è un passaggio che si imposta una volta sola e poi resta attivo da solo, molto meno complicato di quanto sembri all’inizio.
Il copyright: cosa puoi usare e cosa no
Quando si parla di immagini, la regola più semplice da seguire è anche la più sicura: non usare mai foto trovate su internet, anche se citi la fonte.
Molti pensano che basti indicare il sito da cui si prende una foto per essere a posto, e in alcuni casi è vero, se il proprietario è contento di un po’ di visibilità in cambio.
Ma se quella foto appartiene a un fotografo professionista o a un’agenzia, il discorso cambia: lì il copyright è una questione seria, citare la fonte non ti mette al riparo da nessun problema legale.
Se proprio vuoi usare quella immagine chiedi direttamente al proprietario del copyright ma in quel caso è probabile che ti chiedano di acquistare i diritti anche a caro prezzo.
Per questo io preferisco affidarmi a foto che scatto io stessa, così non devo preoccuparmi di verificare ogni volta a chi appartengono i diritti.
Alcuni siti come Canva con l’abbonamento Pro ti mettono a disposizione una galleria di immagini gratuite. Allo stesso modo quasi tutti i siti che vendono immagini hanno anche una categoria free dove a volte trovi proprio quella foto perfetta per il tuo articolo.
Per quanto riguarda i testi, le citazioni sono permesse dalla legge, basta indicare l’autore, non c’è nulla di scorretto nell’usarle. Ovviamente per citazioni intendo una frase o un concetto, non interi libri!
Io comunque preferisco limitarle il più possibile per due motivi. Il primo è che riduco il rischio di problemi di copyright a monte. Il secondo, forse ancora più importante per chi vuole farsi trovare su Google, è che troppe citazioni vengono lette dai motori di ricerca come contenuto duplicato e questo penalizza il posizionamento dell’articolo invece di aiutarlo.
Partita IVA: quando serve e quando non serve
Che il tuo blog sia personale o tematico, la partita IVA non ti serve.
Non è un passaggio che devi affrontare all’inizio del percorso o almeno finché non entra in gioco un obiettivo diverso e cioè guadagnare da quello che scrivi.
Solo nel momento in cui il tuo blog comincia a generare un’entrata, tramite affiliazioni, collaborazioni o altre forme di monetizzazione, ha senso iniziare a valutare la partita IVA.
Anche in quel caso non è una scelta da fare subito al primo euro guadagnato visto che esistono soglie di reddito sotto le quali non è richiesta.
Quindi prima di aprire qualcosa che comporta costi e adempimenti, conviene informarsi bene tramite un commercialista o con una consulenza gratuita su uno dei tanti siti che si occupano di questioni fiscali.
Sono loro a poterti dire con precisione quando la soglia scatta per la tua situazione specifica, evitandoti di aprire una partita IVA troppo presto.
Questo è un discorso che approfondiremo meglio più avanti, quando dedicheremo un blocco intero alla monetizzazione del blog.
A questo punto del tuo percorso per creare un blog, finché il tuo obiettivo resta la passione, la partita IVA è pensiero che puoi lasciare da parte.
Adesso sei pronto per il passo successivo
Con questo modulo hai messo a posto la parte del blog che spaventa di più, ma che una volta capita non richiede altro che buon senso: sai come gestire la tua privacy policy, come muoverti con le immagini e i testi che usi e sai che la partita IVA non è un pensiero per questa fase del percorso.
Il tuo blog è a posto anche dal punto di vista legale.
Ora che le fondamenta sono solide, è il momento di passare alla parte più viva del percorso: iniziare a scrivere davvero i tuoi contenuti.
