
Ora hai l’argomento, il target e il tono di voce e anche un’idea chiara di nome e identità visiva.
È il momento della prima domanda tecnica importante: dove vuoi costruire il tuo blog?
Probabilmente hai già sentito nominare WordPress, Blogger (blogspot) e magari anche qualche piattaforma che promette un sito pronto in pochi minuti grazie all’AI.
La domanda non è solo quale piattaforma vuoi usare, ma soprattutto: vuoi spendere qualcosa o vuoi partire gratis? Da questa risposta dipende tutto il resto, incluso il dominio che potrai, o non potrai, scegliere.
La buona notizia è che alla fine di questa pagina avrai le idee chiare su dove puntare perché ti spiego:
- Come scegliere tra gratis e a pagamento
- Cos’è l’hosting e perché conta
- Le piattaforme gratuite: cosa offrono
- Quando ha senso comprare un dominio personalizzato
- WordPress.org e cosa significa usare un CMS
- e piattaforme con l’intelligenza artificiale: pro e limiti
La prima domanda da farsi: gratis o a pagamento?
Dipende da cosa vuoi fare: se vuoi scrivere un diario personale va benissimo partire gratis, ma se vuoi creare un blog tematico per farti trovare su Google ti servirà un dominio a pagamento.
🏠 Se stai pensando a un blog personale puoi tranquillamente iniziare con una soluzione gratuita.
Un blog personale non ha bisogno di un dominio professionale per andare bene, ha bisogno di contenuti e costanza. Parti con quello che hai e semmai investi dopo, quando sai che vuoi continuare.
🧭 Per un blog tematico, la questione è più articolata. Tecnicamente puoi partire gratis anche qui, ma se il tuo obiettivo è farti trovare su Google, costruire un pubblico e avere un’identità riconoscibile, prima o poi avrai bisogno di un dominio personalizzato.
In ogni caso, “gratis” nel mondo dei blog non significa sempre quello che sembra.
Alcune piattaforme sono gratuite per intero ma hanno forti limitazioni. Altre lo sono solo finché non vuoi fare un salto anche piccolo di qualità.
A quel punto spesso ti viene chiesto di acquistare un abbonamento che costa più di una soluzione a pagamento partita dall’inizio.
Cos’è l’hosting
L’hosting è lo spazio digitale su internet in cui restano salvati tutti i file, i testi e le foto del tuo blog per farlo funzionare ed essere visto dagli altri.
Da ora in poi sentirai spesso parlare di hosting quindi voglio spiegarti bene perché devi sceglierlo con attenzione.
Come ti dicevo ogni sito internet, incluso il tuo blog, è fatto di file e questi file devono stare fisicamente da qualche parte quindi finiscono in potenti ‘computer’ perennemente collegati in rete: i server.
Quando acquisti uno spazio nei server per tenere i file del tuo blog, quello spazio si chiama hosting ed è fornito da aziende che si chiamano provider.
La qualità dell’hosting influenza cose molto concrete per un blog: quanto velocemente si carica, quanto resta online senza interruzioni, quanto è protetto da malfunzionamenti o attacchi e per questo un hosting professionale ha un costo.
Dietro c’è un servizio che mantiene quei computer sempre accesi, sicuri e aggiornati.
Alcune piattaforme, come vedrai tra poco con Blogger, ti danno l’hosting incluso. Non lo vedi, non lo gestisci, semplicemente c’è e fa il suo lavoro in silenzio. Altre, come WordPress.org, te lo lasciano scegliere e gestire in autonomia, con più libertà ma anche più responsabilità.
Le piattaforme gratuite: cosa puoi fare senza spendere nulla
Le piattaforme gratuite esistono, funzionano benissimo e per certi tipi di blog sono la scelta giusta. Il punto è capire cosa includono e dove sono carenti.
Blogger: il gratuito più solido
Blogger è la piattaforma gratuita di Google più semplice per iniziare a scrivere subito, perfetta se non vuoi spendere soldi e non vuoi occuparti di problemi tecnici.
Esiste dai primi anni 2000 e, nonostante tutto questo tempo, è ancora uno degli strumenti più usati dai blogger principianti.
L’ho usata anch’io e tuttora ho un blog attivo quindi posso dirti che per iniziare è la piattaforma più semplice in assoluto.
Il tuo blog avrà un indirizzo del tipo tuonome.blogspot.com che, come vedi, non è un dominio personalizzato, ma è funzionante, indicizzato da Google e del tutto gratuito.
Se vuoi aggiungere un dominio personalizzato, tipo tuonome.com, puoi farlo acquistando solo il dominio e continuando a usare lo spazio gratuito della piattaforma.
Quello che Blogger non ti dà, però, è un vero hosting nel senso tecnico del termine. Non hai accesso al database del tuo blog, né alla possibilità di intervenire sul codice lato server: gestisci solo i contenuti, mentre tutta l’infrastruttura resta chiusa dentro Google.
Questo significa anche niente backup pianificato come quello che trovi su un hosting WordPress quindi se vuoi una copia di sicurezza del blog devi esportarla manualmente. Inoltre non hai nessun strumento per gestire la cache o velocizzare il sito, perché quella parte non è accessibile.
Altervista: l’alternativa italiana
Altervista è una piattaforma italiana gratuita che ti permette di usare WordPress senza pagare subito l’hosting, con una community in italiano pronta ad aiutarti.
Offre hosting gratuito con sottodominio incluso e anche qui è possibile collegare un dominio personalizzato acquistato separatamente. Devi sapere che anche il dominio gratuito è su base WordPress quindi se scegli di aprire un blog con questa piattaforma ti consiglio di studiare tutti i moduli che riguardano questo CMS.
Altervista è meno conosciuta ed è una via di mezzo tra la semplicità di Blogger e un sito su WordPress.
Ho scoperto questa piattaforma lavorando su blog di altre persone quindi posso confermarti che il funzionamento di base è un po’ più complesso di Blogger.
Wix e WordPress.com: attenzione al gratis che non è gratis
Wix e WordPress.com esistono anche loro in versione gratuita ma con un limite non di poco conto: nel piano gratuito non puoi collegare un dominio personalizzato.
Il tuo blog avrà sempre un indirizzo con il nome della piattaforma (tuonome.wixsite.com oppure tuonome.wordpress.com).
Se un giorno vuoi un dominio tuo, su queste piattaforme devi passare a un piano a pagamento che costa più di una soluzione self-hosted partita dall’inizio.
Inoltre, per la mia esperienza, WordPress.com in particolare lo trovo più farraginoso e meno intuitivo di Blogger, a parità di risultato.
Per questo motivo non le approfondisco in questa guida. Le conosci, ora sai perché esistono e sai anche perché non le consiglio come punto di partenza.
Il dominio personalizzato: quando vale la pena aggiungerlo
Il dominio è l’indirizzo vero e proprio del tuo blog e vale la pena comprarlo se vuoi un blog tematico serio, professionale e facile da ricordare.
Un dominio personalizzato (tuonome.com o tuonome.it) costa in media tra i 10 e i 20 euro all’anno e si acquista separatamente dalla piattaforma.
🏠 Se hai un blog personale su Blogger o Altervista e sei felice così, non hai bisogno di un dominio personalizzato. Il tuo indirizzo funziona, è indicizzato e non costa nulla.
🧭 Per un blog tematico, il dominio personalizzato fa una differenza immensa.
Appare più professionale, è più facile da ricordare e soprattutto è tuo: se un giorno cambi piattaforma, il tuo indirizzo viene con te.
Acquistare un dominio è semplice e non richiede competenze tecniche particolari. Si acquista da un provider o da solo o insieme all’hosting.
Le piattaforme a pagamento: cosa significa usare un CMS
Un CMS (Content Management System, sistema di gestione dei contenuti) è un software che ti permette di costruire e gestire un sito o un blog senza scrivere codice.
WordPress è il CMS gratuito più usato al mondo: alimenta circa il 40% di tutti i siti internet esistenti, non perché sia perfetto, ma perché nel tempo ha trovato un equilibrio tra semplicità e flessibilità che nessun altro ha ancora battuto.
Quando senti parlare di WordPress, spesso non è chiaro di cosa si stia parlando, perché esiste in due versioni molto diverse tra loro e in più il termine “CMS” viene buttato lì come se tutti sapessero cosa significa.
WordPress.org: perché è il più usato al mondo
WordPress.org è la versione self-hosted di WordPress quindi il software è gratuito, ma devi tu procurarti uno spazio su internet dove installarlo (quello che si chiama hosting) e un dominio.
In pratica paghi due cose: l’hosting (lo spazio) e il dominio (l’indirizzo). Con un provider economico si parte da circa 30-50 euro all’anno, paradossalmente, meno di WordPress.com o Wix e con molte più possibilità.
L’installazione è più semplice di quello che sembra. Dopo aver acquistato lo spazio puoi installare WordPress manualmente o tramite alcuni strumenti che ti vengono messi a disposizione dai provider.
La maggior parte dei provider offre anche l’hosting con WordPress preinstallato, soluzione che consiglio ai neofiti.
Con le mosse giuste, in meno di dieci minuti hai WordPress pronto e funzionante senza toccare una riga di codice.
Questa è la piattaforma su cui è costruita questa guida, ed è quella che ti mostro nel tutorial dedicato.
Le piattaforme con l’intelligenza artificiale: cosa ti danno in pochi minuti (e cosa no)
I siti che creano con AI ti danno un blog online in tempi record, senza che tu debba scegliere un tema da zero, scrivere il testo o capire come si imposta una pagina.
Negli ultimi anni sono arrivate diverse piattaforme che generano un sito automaticamente con l’intelligenza artificiale, rispondendo a poche domande. Non sono una truffa: fanno esattamente quello che promettono.
Ho provato io stessa uno di questi strumenti, per capire cosa offre a chi parte senza nessuna esperienza e, avendo già pronta tutta la parte di cui parlo nel BLOCCO 1, in meno di un’ora avevo un sito pubblicato online.
🏠 Se stai pensando a un blog personale, uno strumento del genere può sembrarti la scelta più comoda: zero pensieri tecnici, tutto pronto in pochi click. Ma anche per uno spazio personale non poter scegliere parte del dominio e la mancanza di controllo sui contenuti può starti stretta più in fretta di quanto immagini.
🧭 Per un blog tematico, questi strumenti nascono principalmente per creare siti vetrina e non per spazi che pubblicano articoli con costanza, categorie e una struttura che cresce nel tempo come sono i blog.
È meglio che tu lo sappia prima che le tue aspettative vengano deluse.
Il punto di forza è la velocità. Descrivi quel che vuoi e il sistema genera struttura, palette e testi al posto tuo, senza che tu debba scrivere una riga di codice.
Le decisioni da prendere si riducono ancor di più se decidi per il piano gratuito, puoi scegliere solo tra un limitato numero di template e non tra centinaia come succede con un CMS.
Se vuoi solo dare una senso alla tua idea e vedere come sarebbe sotto forma di blog, la piattaforma AI può servirti come test rapido e a basso costo.
Perché comunque ‘gratis’ raramente significa tutto incluso: se in futuro vuoi un dominio tuo, quello resta da acquistare a parte.
Cosa non ti danno le piattaforme per siti AI:
- Il primo limite è la genericità poiché migliaia di persone partono dallo stesso template, con le stesse strutture e spesso con testi simili visto che l’AI lavora su modelli ricorrenti.
- Il secondo è tecnico e te l’ho già anticipato: non puoi scegliere il nome del dominio e mancano proprio gli strumenti che servono a un blog tematico per farsi trovare su Google, perché questi strumenti non sono pensati per gestire articoli, categorie e un archivio in espansione.
- Il terzo è il vincolo alla piattaforma: il tuo sito resta dentro il loro ecosistema e se un giorno vuoi cambiare ti aspetta una migrazione complicata o, più spesso, ripartire da capo.
- Il quarto è economico: il piano gratuito di solito blocca proprio le cose che servono, come il dominio personalizzato o l’aggiunta di opzioni utili e quando aggiungi quei servizi il costo finale spesso supera quello di una delle soluzioni che ti ho proposto. A volte, per permetterti di mantenere uno spazio gratuito, vengono inseriti automaticamente dei banner pubblicitari all’interno del blog, senza che tu possa modificarne posizione o categoria merceologica.
- Il quinto è lo spazio disponibile: spesso queste piattaforme ti mettono a disposizione gratuitamente uno spazio limitato (attorno ai 100MB) che per un blog che vuol crescere, pieno di immagini e altri media, si esaurisce presto e poi bisogna passare al livello Plus a pagamento.
Ma il limite più importante è un altro ed è la ragione per cui questa guida non è nata per farti creare un sito con AI: nessuna intelligenza artificiale può dirti di cosa parlare, per chi scrivere o con quale tono farlo.
Genera solo un contenitore, il resto rimane un tuo compito ed è esattamente quello che ti ho spiegato nel BLOCCO 1 di questa guida.
Quale scegliere? Una mappa per decidere
Se vuoi un blog personale senza spese scegli Blogger; se vuoi un blog tematico tutto tuo che possa crescere nel tempo, la scelta migliore è WordPress.org.
Questa guida si concentra proprio su queste due piattaforme perché le conosco in prima persona, perché sono le più usate nelle rispettive categorie e perché per entrambe troverai qui un tutorial completo passo per passo.
Ho deciso di fare un tutorial veloce anche per aiutarti a creare un sito con AI nonostante sia convinta che per un blog dove vuoi metterci tutta la tua personalità e il tuo carattere sia il metodo meno indicato.
